L’ avventura nel cerrado proposta da Tour2000 GoSudamerica inizia da Palmas, la giovanissima capitale del Tocantins che in pratica serve solo come ponte di decollo. La mattina successiva all’arrivo (e dopo aver apprezzato l’aria da avamposto di frontiera dell’aeroporto della città) si sale su un camion Mercedes a trazione integrale che contribuisce molto a creare l’atmosfera, e si parte con destinazione “Korubo safari camp”: il campo tendato sulla sponda del rio Novo. (continua…)
Venere è la prima a occupare il campo, luminosa come un faro, mentre in lontananza i temporali tropicali scaricano decine di fulmini su una scenografia selvaggia: uno scorcio di Giurassico trasferito nel ventunesimo secolo. Poi miliardi di stelle si presentano all’ impressionante concerto notturno di rane, grilli e civette, mentre il fuoristrada torna al campobase attraversando una pianura sterminatache infinite legioni di lucciole hanno appena trasformato in una fabbrica di «led». (continua…)
L’asfalto finisce di colpo in quella che da qualche chilometro è diventata una sterminata pianura, poi un grande cancello di legno segna il confine in modo netto, annunciando l’inizio di una lunghissima sterrata che entra nel cuore dell’«opera selvaggia», in un angolo di mondo che regala brividi a ogni metro riempiendo la scena con una natura esagerata. (continua…)
Dopo l’atterraggio a Cuiabà, la prima mezza giornata è iniziata con una tappa gastronomica a Poconé: rapidissimo giro della cittadina, che a tratti è molto suggestiva grazie a ciò che resta delle testimonianze della corsa all’oro, e ottimo pranzo nella Pousada Pantaneira, fornitissima di ogni leccornia anche per i vegetariani come me. Poi l’avvio verso la Transpantaneira. Questo primo trasferimento lo abbiamo fatto (eravamo in due più la guida, una bravissima e giovane biologa brasiliana che ci ha seguito per tutto il viaggio e che se la cava benino anche con lo spagnolo, e l’autista) con un furgone climatizzato, utile a rifiatare per il caldo davvero forte. (continua…)
Brasile ecologico: “Tre ecosistemi”
3-24 agosto 2009
L’aria è immobile, si può realmente dire che non si muove un filo d’erba, la canoa scivola sull’acqua e si avverte appena lo sciabordio provocato dalla pagaia che si immerge leggera. A manovrarla è Allan, l’indio proveniente da uno dei villaggi della riserva e che lavora alla Pousada Uacari come guida. Parla l’inglese e ne va giustamente fiero; gira con un piccolo arpione che usa, di tanto in tanto, per pescare soprattutto l’ottimo pesce gatto. (continua…)